Cosenza | Occidentali's dramma: scarsa sicurezza per concerto Gabbani, bimbo disabile rimane incastrato tra la folla

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Cosenza | Occidentali's dramma: scarsa sicurezza per concerto Gabbani, bimbo disabile rimane incastrato tra la folla

(Fonte foto: dal web)
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L’efficienza e la bellezza di facciata di quella che sembra che un’ottima trovata. Ieri sera a Cosenza piazza Bilotti era sommersa di gente, sembrava un oceano, la gente ballava e cantava le canzoni di Francesco Gabbani come impazzita. Sul web si sprecavano complimenti e congratulazioni all’amministrazione comunale di Mario Occhiuto per il colpaccio da tutto esaurito. Ma a ben guardare, scovando tra i meandri della rete, non era così perfetto come sembrava.
Tra la folla oceanica c’era pure un bimbo di 7 anni, gravemente disabile, che era già tanto fosse uscito dalla sua prigione abitativa. Quella a cui è costretto tutti i giorni. Per lui e per quelli come lui i posti al concerto erano contati, esauriti pure quelli, e così mamma Rosita ha dovuto fare marcia indietro e provare a tornarsene a casa con l’ingombrante carrozzina. Già delusa e provata.
Ma come se non bastasse le misure di sicurezza non erano così grandiose come la portata dell’evento e, in men che non si dica, mamma e figlio sono rimasti incastrati, inghiottiti dai bagordi della piazza, nonostante un carabiniere abbia tentato con tutte le sue forze di creare un passaggio tra l’indifferenza della gente.
Ci sono voluti lunghi minuti, una massiccia dose di panico e l’intervento di numerose forze dell’ordine per ripristinare l’ordine e consentire ai due malcapitati di tornare nella loro prigione dorata.
E allora, dal nostro punto di vista, il concerto di ieri sera è stato un fallimento, perché quando la società, con la complicità delle istituzioni, avanza senza aspettare anche l’ultimo dei suoi figli, non ha il diritto di definirsi tale. Un vero e proprio Occidentalis’s dramma, altroché.
Ecco il post di denuncia di chi ha assistito alla scena.

Di seguito, invece, il commento a caldo della madre del piccolo, Rosita Terranova.
“Ed io che stavolta non volevo dire niente.
Troppe mortificazioni anche stasera.
Troppe.
VOLEVO FAR VEDERE IL CONCERTO DI FRANCESCO GABBANI AL MIO ADORATO ANTONIO MARIA CHE LO ADORA, MA MI É STATO RIFERITO DA PIÙ ADDETTI ALLA SICUREZZA CHE I POSTI RISERVATI ALLE PERSONE DISABILI NON SOLO ERANO POCHI, MA ERANO PURE GIÀ TUTTI OCCUPATI.
Pertanto, ho capito che dovevamo tornare a casa.
Ardua impresa anche questa.
Non scendo nei particolari per non annoiarvi troppo.
Dico solo:
grazie di cuore ad una Mamma (mi sono subito informata… questo angelo si chiama Agata Falcone) che mi ha riscaldato il cuore con il suo sorriso e con il suo nobile gesto di chiedere aiuto affinché a mio figlio fosse data la possibilità di vedere il concerto.
Grazie di cuore a Luigi Rogano, ottimo giornalista e Uomo perbene che ha immediatamente riportato su un suo giornale l’appello di Mamma Agata Falcone.
Grazie di cuore a quella Donna splendida, Carabiniere, di cui purtroppo non conosco il nome, che ha protetto il mio Antonio Maria da una folla sorda e cieca che le si é messa anche ad inveire contro quando cercava di farci passare in sicurezza.
Grazie di cuore a quel Vigile, Salvatore Carnevale, che dando il cambio al Carabiniere, ci ha accompagnati verso una via d’uscita migliore.
Facendo anche delle multe a chi aveva parcheggiato nei posti riservati alle persone disabili in maniera impropria.
Spero che prima o poi, a TUTTE le PERSONE affette da disabilitá, la Città di Cosenza possa offrire una giusta accoglienza.
Perché stasera, anche stasera, ci ha costretti a tornare a casa, la nostra “prigione dorata”, senza darci la possibilità di sentirci parte integrante della società.
Occidentali’s Karma???”