Omicidio Augieri, al momento nessuno dei coinvolti nella rissa è in stato di fermo

Nella foto, il giovane Francesco Augieri, studente di biologia all'Unical, assassinato due notti a Diamante

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La vittima Francesco Augieri, 23 anni di Cosenza, non è l’unico protagonista di questa orribile vicenda. C’è un secondo nome balzato agli onori di cronaca ed è un giovane della provincia di Napoli, il cui ruolo nella vicenda è tutto ancora da chiarire.

 

Ma andiamo per ordine. Il giovane rimasto ferito nella rissa è stato trasportato all’ospedale di Cetraro. Dapprima viene indicato come amico della vittima, Augieri addirittura sarebbe stato aggredito proprio mentre gli prestava soccorso per una ferita sanguinante ad una gamba.

Nel pomeriggio le cose cambiano. Fonti giornalistiche riferiscono che l’uomo sarebbe in stato di fermo per la rissa e che addirittura potrebbe essere il sospetto assassino. Le notizie arrivano frammentarie e imprecise poiché i militari dell’arma e la procura proseguono le indagini nel più stretto riserbo. I telefono squillano a vuoto, considerata la delicatezza della vicenda. Ma passa ancora qualche minuti e la posizione del giovane viene nuovamente ribaltata, non è il rivale di Augieri ma l’amico e potrebbe essere il testimone chiave del misfatto.

Ma la nostra redazione non demorde e prova ad approfondire l’indiscrezione chiedendo lumi alle fonti istituzionali. Nel tardo pomeriggio una magra consolazione: non sappiamo ancora chi sia in realtà né che ruolo abbia nella vicenda, ma sappiamo con assoluta certezza che non è in stato di fermo. Riusciamo ad appurare inoltre che al momento la procura non ne ha richiesto nemmeno uno. Gli investigatori stanno lavorando a tutto spiano, stanno studiando le immagini di video sorveglianza catturate dai dispositivi montati nei pressi del luogo dove è avvenuta la rissa, hanno sentito per ore i testimoni oculari, perché hanno tutte le intenzioni di ammanettare il prima possibile l’autore o gli autori della tragedia. E qualcosa ci dice che non siano nemmeno troppo lontani dalla meta.

 

LA POSSIBILE DINAMICA

Anche sulla dinamica della tragedia non v’è al momento nulla di certo, gli inquirenti non si sbottonano nemmeno su questo fronte, ma grazie ad alcune testimonianze, è possibile sommariamente ripercorrere gli ultimi momenti di vita del giovane studente assassinato in attesa di ulteriori conferme.

Sembrerebbe che il 23enne alloggiasse sulla costa tirrenica con la famiglia per le vacanze estive e che a Sangineto abbia incontrato i suoi aguzzini, quella stessa sera, in un noto locale. Lì sarebbe scoppiato il diverbio tra i due gruppi rivali, i quali però a un certo punto avrebbero raffreddato gli animi proseguendo ognuno per la propria strada. Ma il destino avrebbe voluto che i giovani si rincontrassero poco in un altro locale a Diamante. Ancora scintille, ancora spintoni, sarebbero volate parole grosse e con gli animi questa volta infuocati sarebbero finiti per fare i conti nei pressi della piazzetta Padre Pio. Intorno alle 4 di notte.

Ad avere la peggio, in un primo momento, sarebbe stato proprio Raffaele Cruscolo, amico di Augieri, il quale sarebbe finito a terra ferito profondamente a una gamba. Augieri si sarebbe piegato per soccorrerlo e proprio in quel in quel momento le lame del coltello avrebbero trafitto la vittima, mentre si trovava di spalle al suo o ai suoi aguzzini.

Da questo momento in poi è tutto più chiaro. Il ragazzo reagisce ma la violenza è devastante. Ciccio ha ferite ovunque, alla spalla, allo stomaco, al petto, perde sangue, lo perde troppo in fretta. Gli assassini si allontanano mentre il 23enne è agonizzante a terra. Qualcuno chiama il 118 ma Ciccio se ne sta andando. I soccorsi arrivano e lo trasportano all’ospedale di Cetraro, ma solo a Cosenza hanno le attrezzature che potrebbero forse salvarlo. Ma all’ospedale Annunziata non ci arriverà mai perché Ciccio Augieri muore durante il tragitto, lasciando dietro di sé una scia di dolore e morte che sarà difficile dimenticare.

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